I RISCHI DI UNA MAGGIORANZA A TRAZIONE M5S-PD

GOVERNO. BINETTI: I RISCHI DI UNA MAGGIORANZA A TRAZIONE M5S-PD

(DIRE) Roma, 25 apr. – “Oggi, come tutti gli anni, ricordiamo un anniversario speciale: la liberazione dell’Italia dall’occupazione nazi-fascista. Ma questa volta polemiche a non finire sembrano soffocare la memoria dei fatti di allora, che meritano di essere ricordati ancora oggi soprattutto per il coraggio e lo spirito d’iniziativa con cui gli italiani seppero difendere la propria dignita’ e la propria liberta’.
Lottarono uniti, rimandando gli indispensabili distinguo ad una fase successiva di confronto e di elezioni. Potrebbe essere un bel modo di affrontare anche oggi la nuova fase politica in cui il Paese sembra sprofondato, tra contrasti piu’ o meno virulenti nei partiti e tra i partiti.
Il paradosso e’ che il Pd, attualmente il piu’ diviso e frammentato tra partiti e movimenti, certamente il piu’ colpito dal recente insuccesso elettorale, resta comunque l’ago della bilancia nelle consultazioni che Fico sta conducendo. Una maggioranza M5S-Pd, a prescindere dai veti incrociati e dagli insulti al vetriolo interscambiati negli ultimi 5 anni, creerebbe enormi perplessita’ soprattutto nell’area dei cosiddetti temi ad alta densita’ bio-etica e bio-giuridica.
Penso concretamente alla leggerezza con cui il sindaco di Torino, M5S, ha deliberato a favore dell’iscrizione alla nascita di un bambino con due mamme, nonostante la pessima legge sulle unioni civili, intensamente voluta dal Pd a colpi di fiducia, dica un no chiaro alla stepchild adoption. Un governo Pd-M5S corre il rischio di lasciare in secondo piano i grandi temi sociali della poverta’ e dell’inclusione, che hanno un costo molto elevato, per concentrarsi su alcune battaglie a costo zero su veri e presunti diritti civili.”
Lo afferma la senatrice Paola BINETTI, UDC, che continua: “Il 25 aprile del 1945 inizio’ la ritirata dei tedeschi dalle grandi citta’ del Nord, Torino e Milano e l’anno successivo il governo italiano, il primo guidato da Alcide De Gasperi, stabili’ con decreto che il 25 aprile fosse festa nazionale.
Non c’e’ dubbio che alla condivisione degli obiettivi di governo abbia fatto seguito la concretezza di decisioni, che ancora oggi sono in vigore. E’ questa la debolezza dei tanti governi che da allora si sono succeduti: incapacita’ di condividere un vero e proprio progetto che guarisca il nostro Paese dalle sue malattie piu’ gravi ed invalidanti. Incapacita’ di prendere decisioni tempestive e incapacita’ di mantenerle nel tempo per ottenere risultati seri e duraturi.
La tendenza ad assecondare un pensiero dominante che quando parla di diritti individuali dimentica il diritto alla vita, per sostituirlo con il diritto alla morte anticipata; si sostituisce il diritto ad una istruzione seria, vera anticamera di un lavoro solido, con l’ideologia di chi smantella ogni riferimento all’autorevolezza dei docenti, per sostituirla con un populismo buonista, che consegna i ragazzi ai loro istinti da piccoli bulli.
Sono passati oltre 70 anni dalla istituzione di questa festa della liberazione e forse e’ giunto il momento di liberarci di altre zavorre che appesantiscono il nostro Paese limitandone crescita e sviluppo, stravolgendo la stessa scala dei diritti civili.
Tra questi, non dimentichiamo, la nostra Costituzione pone al primo posto il lavoro…”.
(Com/Vid/ Dire) 14:22 25-04-18 NNNN

Potrebbe piacerti anche