UCRAINA. BINETTI (UDC): PUTIN NON SI ACCONTENTERÀ DEL DONBASS

(DIRE) Roma, 19 apr. – “C’è qualcosa di angosciante negli sviluppi della tecnologia che permette non solo di immaginare, ma di vedere concretamente cosa accadrà tra poche ore nel Donbass, con gli eserciti attrezzati che Putin sta facendo muovere per sferrare l’ultimo, o forse solo il penultimo, assalto ad una regione piccola, circoscritta, ma assolutamente strategica in questo conflitto. Perfino i pacifisti ad oltranza sono ormai convinti che quella zona vada ceduta, lasciata, ai russi pur di sperare in un cessate il fuoco, che comunque non ci sarà proprio perché Putin riferirà al mondo intero di aver stravinto, sottomettendo l’intera Ucraina, e quindi dirà di non volersi fermare”. Lo afferma la senatrice Paola Binetti, UDC“Ciò che maggiormente preoccupa in questa guerra senza alcuna prospettiva di pace, almeno a breve-medio termine, è proprio la furia distruttiva con cui il novello zar sta schiacciando i suoi nemici, che altro non sono che i suoi amici di ieri. Lo confermano i droni, che registrano lo spostamento delle truppe russe verso l’area del conflitto; lo afferma l’intelligence, anche quella americana, lo dice senza reticenze lo stesso Putin. E’ come un mantra che Putin da giorni va ribadendo ossessivamente in quel territorio strategico di confine Russia-Ucraina: ‘Delenda est’, che suona un pò come quando i romani volevano, dovevano distruggere Cartagine per poter affermare il loro primato nel Mediterraneo e poco dopo sul mondo intero. Distruggere per poter affermare il proprio primato, è sempre la stessa tragica lezione della guerra”, continua. “La guerra ha sempre molto da insegnare; ma lo fa nel peggiore dei modi, perché la lezione serva ai posteri, mai ai presenti. Impareranno gli ucraini a non fidarsi più dei russi; impareranno gli europei a difendersi sempre più e meglio senza trincerarsi in un pacifismo ingenuo e irresponsabile. Riusciremo a creare una politica estera europea condivisa all’insegna della Pace e quindi dotata degli strumenti necessari, soprattutto in chiave preventiva? La diplomazia troverà nuovo slancio senza arrestarsi alle politiche di natura economica, come è accaduto finora? E’ la grande lezione della guerra, che non può e non deve essere solo distruttiva, ma deve poter rilanciare la speranza della Pace, come bene arduo, prezioso, da custodire in ogni modo possibile”.

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