Una precisazione dovuta
13/10/2009
Molti giornali hanno messo in evidenza il fatto che ieri io non ho partecipato al voto finale su questo Decreto e in questo modo ho concorso con un gruppo di altri colleghi, ugualmente assenti, a far passare questa brutta legge sullo scudo fiscale, che tante perplessità suscita sul piano giuridico-economico, ma anche sotto il profilo etico-sociale. Considero il lavoro in Aula uno degli aspetti più importanti, quando non il più importante!, di tutta la nostra attività di parlamentari. Per questo, pur restando vivo il mio rammarico per non essere stata in aula proprio in questa occasione, vorrei solo provare a spiegare le ragioni della mia assenza, sintetizzandole nel modo seguente:
a) da lungo tempo avevo assunto l’impegno di tenere la
conferenza introduttiva, la lectio magistralis, a Castiglione
delle Stiviere, in provincia di Mantova, nella prolusione di un
Convegno internazionale promosso in occasione dei 150 anni della
fondazione della Croce Rossa Internazionale. Mi sembrava un
fatto importante contribuire a rendere omaggio al lavoro svolto
dalla Croce Rossa, la cui cultura della sacralità della vita,
senza distinzioni di parti e di appartenenze, mi è
particolarmente cara anche in tempi di Azioni di
peace keepimg.
b) avevo assunto questo impegno da lungo tempo basandomi
sulla tradizione dei lavori alla Camera che rarissimamente ci
coinvolge il venerdì mattina, lasciando ad ognuno di noi
parlamentari il tempo e lo spazio per occuparci dei molteplici
altri impegni che un parlamentare mantiene sul suo territorio di
riferimento. E il mio territorio è proprio
c) d’altra parte il lavoro professionale da me svolto prima di diventare parlamentare era in gran parte, anche se non esclusivamnete, caratterizzato dal ruolo di Professore ordinario di Storia della Medicina presso l’Università Campus Bio Medico di Roma e la partecipazione a convegni, soprattutto se di carattere internazionale, costituisce un elemento essenziale della nostra professione.
d) nei giorni precedenti avevo partecipato alle votazioni sulle pregiudiziali di costituzionalità e alla fiducia. Ero rimasta in aula il mercoledì fino a tarda serata e il giovedì fino a pomeriggio inoltrato. Non c’era certezza che si sarebbe votato venerdì mattina, anche perché il Presidente Fini aveva concesso alle opposizioni tutto il tempo per esprimere il loro dissenso. Tra le opzioni possibili c’era anche quella che il voto scivolasse al venerdì pomeriggio o addirittura al sabato mattina. Eventualità che mi avrebbero permesso di essere presente, come conferma il fatto che nel pomeriggio di venerdì ero presente insieme ad alcuni colleghi ad un convegno promosso dalla Associazione Sisifo, che si teneva proprio alla Camera.
e) nell’incertezza dei tempi e nel rispetto di un impegno internazionale preso in precedenza, dei colleghi che da tanto tempo mi avevano invitato, ho voluto cercare di contemperare le due attività, ignorando, o meglio sottovalutando, il peso che avrebbe assunto questa volta la mia assenza e quella dei colleghi. D’altra parte mai avrei immaginato che la maggioranza desse segni di così plateale indifferenza rispetto a questo Decreto con margini così elevati di assenteismo da rendere possibile la nostra vittoria su di un tema così centrale.
f) riporto comunque un dato “copiato dal sito della Camera “, da cui si evince il mio tasso di presenza ai lavori dell’aula: il primo numero fa riferimento alle votazioni che si sono finora tenute nella XVI legislatura e il secondo numero, la percentuale, indica la mia presenza alle stesse.
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Binetti Paola |
PD |
3712 |
83,19% |
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