In difesa di Paola Binetti
15/10/2009 Una testimonianza da Facebook
In difesa di Paola Binetti
Non difendo Paola Binetti per snobismo. Certo non amo i
linciaggi mediatici, le cacce alle streghe, le valanghe di “si
dimetta” e “si vergogni”. Sono naturalmente portato, per
convinzione morale, a solidarizzare con chi si trova da solo e
con la forza delle proprie idee – per quanto sbagliate – ad
affrontare le folle inferocite, reali e mediatiche. Sono sempre
stato un simpatizzante delle minoranze e dei dissidenti. Non mi
piacciono le repressioni, le sanzioni, le espulsioni. Quando
sento parlare di queste cose, anche oggi istintivamente penso a
Imre Nagy, Iuliu Maniu, Sergeji Sacharov, Vaclav Havel, Vladimir
Bukowski e a tutti coloro che sono stati vittime delle
repressioni di partito. Certo nessuno metterà in prigione
Binetti ma i processi politici mi danno un senso di nausea.
Non la difendo neanche per convinzioni etiche. Chi scrive è un
sostenitore del matrimonio tra omosessuali (non dei PACS, dei
DICO o dei CUS ma del vero e proprio matrimonio civile), del
diritto all’interruzione di gravidanza, della fecondazione
assistita eterologa, della ricerca sulle staminali. Sono
naturalmente contro ogni manifestazione omofobica: gli atti di
violenza ai gay mi fanno orrore quanto le ronde contro i
migranti. Il testo di cui Binetti ha chiesto il ritorno in
commissione e di cui ha votato l’incostituzionalità certo mi da
qualche perplessità. Non sono un giurista ma cosa vuol dire
“reati contro la libertà morale”? Inoltre ho qualche perplessità
su questa super legificazione che tende a rigonfiare il nostro
già immane apparato normativo. Serve proprio una legge ad hoc?
Un ennesimo atto normativo? Lo chiedo senza retorica o polemica.
Ma non è questo il problema. Io difendo Paola Binetti perché è
una parlamentare del partito democratico. Il progetto PD nasce
dalla confluenza e dalla fusione delle due principali forze
eredi del partito comunista italiano e della democrazia
cristiana. Esso ha in sé degli esponenti del cattolicesimo
politico che fanno della propria appartenenza religiosa l’asse
principale della loro azione politica. Essi vogliono rendere la
società italiana il più possibile vicina al magistero della
Chiesa, una visione del mondo che non riguarda solo i temi etici
ma l’economia, i rapporti sociali, la formazione, l’emigrazione,
la pace. Nel momento in cui Paola Binetti e coloro che la
pensano come lei sono stati accettati ed associati al PD si è
riconosciuta una legittimità a queste posizioni. Non si può
negare a Binetti di essere se stessa e di agire di conseguenza
alle proprie convinzioni
D’altronde “casi di coscienza” e assenza di linee chiare da
parte del partito sui temi “etici” sono stati la regola per
tanti anni. Io nel 2005 votai e feci campagna per il referendum
per l’eterologa. Il segretario del mio partito che oggi dice che
Binetti è un problema dichiarava: “è difficile richiamare a una
fedeltà allo schieramento o decidere a maggioranza su qualcosa
che interroga direttamente le coscienze”. (il Messaggero 31
ottobre 2005) e andò a votare contro l’eterologa. Insomma
solidarietà a Binetti che è una persona onesta. Quando non si
sentirà più nel PD se ne andrà. Ma intanto niente linciaggi,
insulti e sanzioni. Anche se non vincono viva le minoranze.

