1. Premessa

1. Le persone che aderiscono al Partito della Nazione riconoscono come fonti primarie di ispirazione nella loro azione la Costituzione italiana, la Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo e la Dottrina sociale della Chiesa.
Considerano i principi espressi in questi documenti punto di riferimento di un impegno politico al servizio del bene comune e della giustizia sociale.

2. Oltre al rispetto doveroso delle leggi, l’adesione al Partito impegna a ispirare il proprio comportamento ai principi etici contenuti in questo Codice e al rispetto delle norme stabilite dallo stesso.


2. Principi di riferimento generale

1. Ferme restando le norme previste dallo Statuto del Partito, di cui il presente Codice è parte integrante, i soci si impegnano ad adottare le regole di comportamento generale di seguito indicate:
a) portano il proprio contributo personale, ad ogni livello politico ed istituzionale, negli ambienti di vita e di lavoro, per affermare i valori e gli ideali a cui il Partito si ispira;
b) ispirano la propria azione politica a criteri di onestà e trasparenza, impegnandosi a perseguire costantemente ed unicamente il bene comune;
c) non sono iscritti ad altro partito politico;
d) non aderiscono ad associazioni o movimenti che si pongano in contrasto con le leggi della Repubblica e con gli ideali etici e politici del Partito;
e) non si iscrivono e non prendono parte alla vita di associazioni segrete di qualsiasi genere, nel rispetto delle disposizioni di legge in vigore;
f) non abusano della loro autorità o carica istituzionale per trarne privilegi, a livello personale o  familiare, né per sé né per i propri amici;
g) sostengono e promuovono il supporto finanziario al Partito e alle sue strutture territoriali nel rispetto della normativa di riferimento;
h) adottano tempi, modalità e stile di vita nella loro attività politica che tengano conto delle responsabilità lavorative, professionali e familiari delle persone.


3. Attività politica: responsabilità personale e sociale

1. Gli eletti, nell’ambito delle scelte politiche stabilite dai competenti organi del Partito ai diversi livelli, contribuiscono ad elaborare collegialmente la linea del Gruppo e vi si attengono.
I regolamenti dei gruppi parlamentari o Consiliari prevedono, qualora sussistano comprovate ragioni di coscienza, le procedure riguardanti il dissenso parziale o totale nel voto su problemi di particolare rilevanza.

2. In particolare, gli iscritti al Partito devono:
a) assicurare, come loro dovere primario, la partecipazione assidua, impegnata e costruttiva alle attività per le quali sono stati eletti o designati;
b) contribuire a far si che il lavoro collegiale, sempre orientato al bene comune, sia parte integrante dello stile di vita del Partito. La collegialità si esprime nella serietà con cui si studiano i problemi, nel confronto leale e rispettoso che precede le decisioni da prendere, nell’unità con cui si traducono in atto e nel rispetto per i diversi ruoli e per le reciproche competenze;
c) esprimere con chiarezza e coraggio intellettuale il proprio punto di vista, sapendo integrare la fermezza delle proprie convinzioni con la delicatezza del tono, per un confronto libero e costruttivo diretto al bene comune;
d) ricordare, sia nelle assemblee che nei rapporti interpersonali, che la diversità di posizioni è elemento di mutuo arricchimento, spinge all’ascolto reciproco e consente di raggiungere posizioni condivise. Il confronto e l’indispensabile mediazione che ne deriva, rafforza la coesione interna ed è percepita all’esterno come segno di democrazia nella vita del partito;
e) evitare l’uso strettamente personale e/o lo spreco di beni e risorse messe a disposizione in ragione dell’incarico svolto e rifiutare regali o altre utilità, che vadano oltre la stretta cortesia, da parte di soggetti con cui hanno rapporto in virtù dell’incarico svolto;
f) garantire un impegno forte e generoso negli incarichi assunti, aperto all’ascolto della società e delle sue esigenze e allo sviluppo delle competenze necessarie per uno svolgimento sempre più efficace degli stessi evitando, a tal fine, di cumularne troppi rispetto all’impegno che gli stessi richiedono;
g) mantenere separati gli incarichi svolti nel partito, dagli incarichi politici in particolar modo se tali incarichi sono svolti nell’ambito di un rapporto di lavoro dipendente con il Partito stesso;
h) attendere con disciplina ed onore alle funzioni pubbliche ad essi affidate;
i) rispettare rigorosamente le incompatibilità previste dalle leggi o regolamenti vigenti comprese quelle stabilite dagli Organi competenti del Partito o dai Gruppi. In modo particolare astenersi dall’assumere qualsiasi incarico o decisione che, anche al di fuori di specifiche ipotesi di incompatibilità regolamentate, possa presentare possibili conflitti di interesse, reali o anche solo apparenti, tanto più quando tali situazioni possano suscitare nell’opinione pubblica sospetti che minano la credibilità personale e del Partito.


4. Responsabilità politica e responsabilità giuridica

1. Senza voler intaccare l’autonomia e la serenità di giudizio della magistratura ordinaria e in base alla distinzione tra responsabilità politica, per la quale assume particolare rilievo la fiducia dei cittadini, e responsabilità giuridica, per la quale opera la presunzione di innocenza, principio fondamentale garantito dalla Costituzione e da Convenzioni internazionali ratificate dal nostro Paese, non sono candidabili gli iscritti nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, sia stato emesso decreto che dispone il giudizio, ovvero sia stata emessa misura cautelare personale non annullata in sede di impugnazione, ovvero che si trovino in stato di latitanza o di esecuzione di pene detentive, ovvero che siano stati condannati con sentenza anche non definitiva, allorquando le predette condizioni siano relative a uno dei seguenti delitti:
a) delitti di cui all’articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale;
b) estorsione (articolo 629 del codice penale), usura (articolo 644 del codice penale);
riciclaggio e impiego di danaro di provenienza illecita (articolo 648-bis e articolo 648-ter c.p.);
c) trasferimento fraudolento di valori (articolo 12-quinquies della legge 7 agosto 1992, n. 356);
d) omessa comunicazione delle variazioni patrimoniali da parte delle persone sottoposte ad una misura di prevenzione disposta ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575, nonché da parte dei condannati con sentenza definitiva per il delitto previsto dall’articolo 416-bis del codice penale (articolo 31 della legge 13 settembre 1982, n. 646);
e) attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152).

2. Non sono altresì candidabili coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, ricorra una delle seguenti condizioni:
a) sia stata disposta l’applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali, ancorche´ non definitive, ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575;
b) siano stati imposti divieti, sospensioni e decadenze ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, ovvero della legge 31 maggio 1965, n. 575, cosı` come successivamente modificate e integrate;
c) siano stati rimossi, sospesi o dichiarati decaduti ai sensi dell’articolo 142 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

3. L’eletto, il titolare di un incarico all’interno del partito, il componente di governo ad ogni livello, destinatario di un avviso di garanzia relativo alle fattispecie indicate nei commi 1 e 2 è tenuto a darne tempestiva informazione ai competenti organi del partito, chiedendo che gli venga rinnovata la fiducia. In caso di mancato rinnovo della fiducia o nel caso in cui le condizioni indicate dai comma 1 e 2 siano intervenute durante il mandato, è tenuto rassegnare le proprie dimissioni dall’incarico.


5. Candidature e propaganda elettorale

1. Sono candidabili esclusivamente gli iscritti al Partito. All’atto dell’accettazione della candidatura, i candidati devono dichiarare che non esistono cause di ineleggibilità, di incompatibilità o ragioni ostative derivanti dalle leggi dello Stato. I candidati nelle diverse competizioni elettorali si impegneranno, in conformità delle leggi vigenti, a:
a)
dichiarare fin dal primo momento della candidatura gli ambiti in cui si potrebbero creare dei conflitti di interesse, predisponendo in accordo con la direzione del Partito le opportune misure di verifica;
b)
contenere al massimo le spese della campagna elettorale e a raccogliere fondi nella più ampia trasparenza e nel rispetto della legge;
c)
evitare forme di pubblicità elettorale meramente personali e non rispettose della pari dignità di tutti i candidati;
d)
durante la campagna elettorale partecipare e organizzare incontri e confronti esclusivamente di carattere culturale e politico;
e)
adempiere con il massimo scrupolo a quanto previsto dalle norme che regolano le spese in campagna elettorale provvedendo altresì, ove non specificamente richiesto dalla legge, alla redazione di un rendiconto delle spese sostenute e dei contributi ricevuti da mettere a disposizione, a richiesta, degli organi di partito competenti. 

Assorbito dal precedente.

2. i competenti organi di Partito potranno in ogni tempo procedere ai controlli ritenuti più opportuni al fine di assicurare il concreto rispetto delle norme di cui sopra e comminare, se necessario, le sanzioni ritenute appropriate.