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Le aree di impegno

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1. Il Testamento biologico e il fine vita.
Il rispetto per la dignità della persona diventa oggi una delle sollecitazioni più profonde per aiutare tutti noi a scoprire le nuove frontiere della solidarietà umana.
Sono convinta che la libertà del soggetto di decidere come vuole essere assistito, anche nel momento in cui non potesse esprimere la sua volontà, non può tradursi né inun desiderio di anticipare la sua morte, né in un abbandono anticipato da parte di chi gli sta vicino e lo cura. Sarebbe una sconfitta di tutti se il paziente, sentendosi di peso, dicesse, o semplicemente pensasse: “meglio che la mia vita si concluda piuttosto che affidarla alla cura di altri”. Segnerebbe la nostra incapacità di dare speranza e accoglienza ai malati.
Sul tema del testamento biologico si confrontano due modelli culturali diversi.
Il primo parte dalla convinzione che l’uomo possa prescindere dall’aiuto degli altri ed essere sempre totalmente autonomo e autosufficiente, padrone indiscusso della propria vita.
Il secondo ritiene che l’autonomia dell’uomo, pur essendo un requisito essenziale per la sua responsabilità, non sia mai assoluta. Crede nella solidarietà che spinge gli uomini a scoprire l’umanità che c’è in loro proprio nel momento in cui si prendono cura dell’altro, nel momento in cui sono capaci di sostenerlo nel dolore e nella malattia, facendo loro un vero e proprio “prestito” di energie fisiche e morali.
Io sto decisamente con questo secondo modello culturale.
Credo che, anche nella malattia, il rapporto profondo e vero tra gli uomini, tra il malato e chi gli sta accanto, sprigioni un di più di umanità che è già di per sé una cura preziosa.

2. La Legge cure palliative.
Questa legge a cui ho lavorato è passata con maggioranza assoluta il 9 marzo 2010. Le cure palliative oggi rientrano nei livelli essenziali di assistenza.
Questa legge colma un grosso vuoto. Per la prima volta si garantisce al malato l’accesso alle cure palliative e alla terapie del dolore al fine di assicurare il rispetto della dignità e dell’autonomia della persona, il bisogno di salute, l’equità nell’accesso all’assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze.
Le cure palliative consistono nella possibilità di assistere i pazienti terminali quando la malattia non risponde più alle terapie. Quando ciò accade, il controllo del dolore, degli aspetti emotivi, delle relazioni sociali del paziente diventano molto importanti.
Le cure palliative sono basate su una relazione di cura che accompagna l’uomo fino agli ultimi istanti della sua vita e gli permette di non aver paura del dolore perché la scienza è in grado di controllarlo. Anche se una malattia è inguaribile, non è detto che non sia curabile.
Non è detto che non vi possano essere delle cure che mirino a salvaguardare la dignità della persona, che mirino a rendere comunque feconda la vita del paziente. 

3. Handicap che rende diversamente abili.
La realtà della divers-abilità è spesso dimenticata. Dimenticata per quanto riguarda le misure che concernono l’inserimento sociale e lavorativo del portatore di handicap, ma anche per quanto riguarda gli aiuti alle famiglie dei disabili che versano in gravi condizioni.
Oltre agli aiuti economici però serve lavorare perché la cultura di accoglienza nei confronti della diversabilità sia vera, capace cioè di cogliere il portatore di handicap come un’occasione ed una risorsa per l’intera società, senza falsi buonismi.
Ecco un traguardo su cui stiamo lavorando con nuove proposte di legge e con iniziative concrete.

4. Terapia Intensiva Neonatale (TIN).
Grazie alle nuove tecnologie, oggi, nascono con facilità bambini gravemente sottopeso o gravemente immaturi. Bambini che solo qualche hanno fa non sarebbero venuti alla luce.
Se la Terapia Intensiva Neonatale fosse molto diffusa, e potesse prendere questi bimbi in carico fin da subito, le loro possibilità di sopravvivenza e di riduzione del danno sarebbero molto più alte.
Molti di questi bimbi infatti subiscono danni, o muoiono, spesso negli spostamenti perché non in tutti gli ospedali vi è un punto di Terapia Intensiva Neonatale. 
Ritengo per questo indispensabile che tutti gli ospedali abbiano dei letti di TIN, e che aumenti la cultura in questo tipo di azione che può donare la vita a moltissimi bimbi e la gioia ad altrettante famiglie.

5. Famiglia. Disegno di legge sul garante per la famiglia.
Sono convinta che la famiglia debba tornare ad essere il valore di riferimento per ogni azione di governo.
La famiglia naturale, quella di cui parla la nostra costituzione, la famiglia in cui un uomo e una donna che si assumono il valore e il peso di un vincolo e di una responsabilità nei confronti della società.
Occorre rovesciare la prospettiva che pone al centro il diritto del singolo per passare al diritto della famiglia.
Pensare alle politiche sociali, del lavoro, dei trasporti, mettendo al centro la famiglia significa compiere una vera e propria rivoluzione copernicana.
Per questo motivo abbiamo proposto l’istituzione di un Garante per la famiglia, che controlli e garantisca appunto, che tutte le politiche attuate tengano conto si questo soggetto sociale.

   
 
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