Camera
 
Senato
 
Unione di Centro TV
 
Facebook
 
Unicampus
 
Comitato Nazionale per la Bioetica
 
LINKS
 
 

Un Maestro in tutti i campi

home > articoli > Un Maestro in tutti i campi

< INDIETRO  |  ARCHIVIO >

RESOCONTO AULA DEL 20 GIUGNO 2013

Sull'ordine dei lavori (ore 14,47).
  PAOLA BINETTI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  PAOLA BINETTI. Signor Presidente, volevo dire due parole per ricordare Adriano Bompiani, che è morto pochi giorni fa, due giorni fa, precisamente, all'età di 90 anni. Era nato a Roma il 19 febbraio 1923. Era professore emerito dell'Università Cattolica del Sacro Cuore ed è stato un clinico, un ostetrico, un ginecologo, uno scienziato che ha contribuito fattivamente a costruire tutto il percorso di quella che è stata l'attività bioetica in Italia.
  È stato, di fatto, il primo presidente del Comitato nazionale di bioetica, al punto tale da essere un punto di riferimento in quello che è il crocevia, oggi particolarmente interessante, in cui la bioetica, la biogiuridica e la biopolitica intercettano le domande più importanti e più attuali del dibattito culturale contemporaneo.
  Docente universitario dal 1964, ha insegnato prima presso la cattedra di fisiologia e di patologia della riproduzione umana a Milano, poi, dal 1969 al 1996, ha diretto l'istituto di clinica ostetrica e ginecologica dell'Università Cattolica presso il Policlinico Gemelli, dove ha fondato la scuola di ostetricia e ginecologia.
  È stato eletto senatore nel 1976 e ha operato a difesa e promozione dei valori fondamentali di tutti gli aspetti della vita, a cominciare, soprattutto, dalla tutela della vita fin dal suo nascere. Ha protetto la cultura che riguarda la salute delle donne in tutti i modi possibili e immaginabili, interessandosi della creazione di servizi adeguati che potessero rispondere alle esigenze di una maternità sicura.
  Si è sempre battuto a favore di punti nascita che potessero garantire alla madre e al bambino le condizioni migliori, più alte e più sicure di qualità di vita e di dignità della vita. È stato presidente della Commissione sanità al Senato e presidente della Commissione per la pubblica istruzione dal 1987 al 1990. Sotto il Governo Amato è stato Ministro per gli affari sociali: credo che sia stato il primo Ministro per gli affari sociali della nostra storia.
  È stato anche, come ricordavo prima, il primo presidente del Comitato nazionale di bioetica. È stato anche tra i fondatori di quello che è il Comitato internazionale di bioetica. A lui si deve il contributo italiano più interessante rispetto a quella che è stata la Convenzione di Oviedo, che è la Convenzione sui diritti dell'uomo e la biomedicina.
Ha collaborato alla redazione e all'elaborazione di documenti importanti, che, in qualche modo, costituiscono tuttora un punto di riferimento. Posso soltanto ricordare che l'ultimo documento su cui stava lavorando, pochi giorni fa, proprio prima di morire, è stato un documento che riguardava il tema della bioetica e l'autismo. Tale tema a lui sembrava particolarmente interessante proprio per tutelare la dignità della vita delle persone diverse, andando oltre quella che è la percezione che spesso si ha del bambino autistico, per interessarsi anche alla sorte del giovane autistico e dell'adulto autistico. Questo lo dico per dire fino a che punto si è sempre interessato anche della salute mentale e dello sviluppo complessivo di quella che è la condizione di equilibrio e di integrazione sociale di una persona.
  La sua battaglia per i diritti umani ha coperto a trecentosessanta gradi tutto il fronte di quei nodi cruciali in cui si potrebbe immaginare che la vita è sottoposta a un'aggressione. Per lui il tema della tutela della vita dal concepimento fino alla morte naturale è stato una sorta di filo conduttore che lo ha attraversato completamente.
  Mi piace ricordarlo qui dentro, perché mi piace ricordarlo anche in un momento in cui la società civile, completamente, concretamente, il modo accademico e l'università incontrano il mondo della politica, in una sinergia virtuosa che trasferisce, da un lato, conoscenze e competenze specifiche e, dall'altro, assorbe una visione più generale e più ampia dei problemi che abbiano davvero come punto di riferimento il bene comune. Per questo lo ricordo e, peraltro, credo che veramente le donne gli debbano molto (Applausi).
 

   
 
CERCA NEL SITO