Manifesto dei valori

Carissimi Amici,

Il Presidente della Repubblica ha appena sciolto le Camere e indetto le elezioni per il prossimo 4 marzo: ci attendono due mesi di lavoro intenso in un contesto economico e sociale molto complicato.
La gente è confusa e i proclami elettorali di molti partiti non aiuteranno certo a far capire cosa ci si può attendere da loro nella prossima legislatura e cosa invece è pura illusione, destinata a diventare rapidamente una ennesima delusione.
Assisteremo a livelli di conflittualità verbale, volti più a screditare l’avversario, che non a descrivere con chiarezza ciò che ci si impegna a fare nell’arco della legislatura: su quali riforme ci si vuole concentrare, con quali programmi, ma anche e soprattutto quali valori si è disposti a difendere, sempre e non solo nei primi 100 giorni.
Mattarella la sera del 31 dicembre ha lanciato un appello alla serietà dei partiti politici, ricordando che hanno il dovere di fare programmi realistici e noi dell’UDC, insieme ai nuovi alleati nell’area del centro destra, vogliamo ripartire proprio da questa forma di etica pubblica che si rifiuta di ingannare gli elettori.

Personalmente intendo continuare a impegnarmi positivamente in tre campi che mi sono particolarmente cari:

• Salute e politiche sociali, considerati nelle loro strette interrelazioni, soprattutto se si pensa ad alcune delle cose a cui mi sono dedicata in questa ultima legislatura: la disabilità nelle sue molteplici forme, cominciando quindi dall’autismo; le malattie rare; gli anziani e tutti coloro che chiedono a gran voce di poter vivere e di vivere nel miglior modo possibile.
Per le malattie rare serve un nuovo piano triennale ormai scaduto e una nuova alleanza con i cittadini. Bisogna rilanciare le cure palliative non come cure dell’ultimo momento, ma come accompagnamento reale nel momento in cui la medicina riconosce che il paziente ha più bisogno di assistenza che di tecno-farmacologia.
Ma tutto ciò sarebbe impensabile senza un’attività di ricerca che coinvolga i giovani ricercatori, mobilitando la loro creatività, incoraggiandoli ad affrontare i primi anni della loro specializzazione concentrati su temi spesso ardui ed apparentemente privi di soluzione.
Servono più dottorati di ricerca, iter di carriera più chiari con passaggi meglio coordinati tra laurea, specializzazione e concorsi.

• I giovani, a cominciare da quelli che sono sulla soglia della maturità e chiedono di potersi mettere in gioco, di lavorare, per mostrare quello che sanno fare e possono fare. La disoccupazione giovanile è un cancro della nostra società, la impoverisce dal di dentro, le sottrae linfa vitale.
Ma occorre prestare attenzione anche ai giovanissimi, a quelli che frequentano scuole e università e non sempre traggono da queste esperienze tutta l’energia culturale e morale di cui hanno bisogno.
Serve una scuola, liberamente scelta dai genitori, che ponga obiettivi alti alle ragazze e ai ragazzi, stimolandoli, interessandoli ed esigendo loro risultati concreti. Per questo la famiglia deve tornare ad essere il centro e la radice dello sviluppo umano dei propri figli, a cominciare dalle famiglie numerose che sono per loro stessa natura scuola di democrazia e di generosità; scuole di responsabilità e di rispetto reciproco.
Le politiche demografiche smetteranno di essere un problema quando le famiglie ritroveranno la convinzione profonda che un fratello è il miglior regalo per ogni figlio, per sentirsi sicuro, convinto di potercela fare e disposto ad essere di aiuto al fratello.

• Etica pubblica come unica garanzia possibile di Democrazia, come lotta concreta e senza soste alla corruzione in tutte le forme: dal clientelismo buonista, alla frode strutturata della criminalità; dall’evasione fiscale di chi si sente oberato da una pressione fiscale insopportabile al sistema di scatole cinesi in cui si nasconde chi ha una concezione del bene comune autoreferenziale, come se fosse bene solo quello che a lui conviene.
Etica pubblica come lotta alla inefficienza, agli sprechi, alla superficialità pigra di chi non vuole rinunziare ai suoi privilegi, al suo egoismo comodo.
Ma anche come lotta a certe contraddizioni come quella del gioco d’azzardo per cui il governo alimenta una sorta di corruzione della gioventù pur di garantirsi un gettito fiscale che non sembra capace di ricavare, ad esempio, dalla evasione fiscale…

Come vedi tre campi concreti a cui finora ho dedicato la mia attività politica: non promesse elettorali in libertà!
Puoi trovare nella mia storia disegni di legge e mozioni; interrogazioni ed interpellanze; convegni e tavoli di lavoro; libri ed articoli; tutto documentato… come un modo concreto di parlare di cose che prima si fanno e poi si annunciano e soprattutto si fanno insieme ai portatori reali di interessi, a chi ha davvero bisogno di norme più giuste e di una collaborazione fattiva contro tante ingiustizie…

Paola Binetti